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| 1) Decalogo delle vacanze |
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| 2) Amici in vacanza: farà bene a loro, farà bene a te |
| Un numero sempre crescente di persone preferisce organizzare le vacanze insieme al proprio fedele amico a quattro zampe. Fortunatamente, negli ultimi anni, andare in vacanza con il proprio amico non è più un ostacolo insormontabile. Infatti, sempre più strutture alberghiere e spiagge in Italia si sono attrezzate per ospitarci con i nostri fedeli compagni. Si possono trovare sistemazioni per tutti i gusti, da alberghi a cinque stelle a pensioni molto economiche. In più ci sono anche molti agriturismo che sono spesso i luoghi ideali per poter portare con sé un amico a quattro zampe, perché sono solitamente dislocati nelle zone più verdi, ricche di passeggiate e di servizi ad hoc. Ma cosa significa viaggiare per i nostri amici a quattro zampe? Per quanto riguarda il viaggio in sé è ovviamente sempre e comunque un sacrificio, soprattutto se sono costretti ad essere separati da noi. Per quanto riguarda il soggiorno invece è spesso divertente e piacevole perché possono passare più tempo con la loro famiglia. Ma ovviamente è necessario utilizzare sempre il buon senso: se le vacanze prevedono spostamenti continui o molto lunghi, forse per loro è meglio essere lasciati ad una persona fidata che li accudisca. Se le vacanze sono pensate “su misura” dell’animale, allora partire insieme è sicuramente una fantastica idea. Nota bene: è necessario ricordarsi che vi è un’enorme differenza tra portare in vacanza un cane o un gatto. Infatti, per il cane sia il viaggio sia il soggiorno in un posto diverso da “casa” sono meno traumatici che per il gatto. Per il cane è importante sentire la presenza del proprio padrone e della propria famiglia. Per il gatto sono invece fonti di stress e di disagio sia il cambiamento di ambiente che lo spostamento dalla “sua casa” ad un territorio nuovo e totalmente sconosciuto. Per questo è meno frequente e meno consigliato dagli stessi veterinari portare con sé il proprio micio in vacanza, a meno che non siano stati abituati a farlo fin da gattini. |
| 3) Prima di tutto… una bella giornata dal Veterinario |
| Prima di partire è necessario fare una bella visita dal veterinario per accertare la forma fisica e controllare la validità di tutte le vaccinazioni. Se rimani in Italia è bene siano valide le principali vaccinazioni veterinarie ed in particolar modo l’antirabbica (obbligatoria in alcune regioni di confine e sulle isole). Per ogni eventualità e per non avere sorprese durante il viaggio ricordati di chiedere al veterinario se è necessario dare al nostro amico un tranquillante durante gli spostamenti (ad esempio se si viaggia in aereo) e il nome di qualche medicinale di primo soccorso. Oltre a queste normali precauzioni, è opportuno informare il veterinario sulla meta delle tue vacanze, così che possa consigliarti alcuni rimedi o vaccinazioni necessarie, se la località scelta presenta rischi per la salute del tuo cane. Ad esempio, ci sono zone d’Italia (Nord e centro Italia, Sardegna) ad alto rischio endemico di filaria; in questo caso il veterinario ti consiglierà di praticare al tuo cane una profilassi antifilariosi, una semplice iniezione o un trattamento a base di compresse. Un’altra insidia, in agguato nel periodo estivo, sono i parassiti cutanei come pulci e zecche. È bene quindi che non ti dimentichi di portare con te anche i prodotti antiparassitari. Se hai deciso di varcare i confini nazionali, devi farti rilasciare dal veterinario della Asl il passaporto europeo, che è il documento ufficiale riconosciuto in tutti i paesi dell’Unione Europea. Il passaporto contiene i tuoi dati, l’identificazione (tramite microchip), la descrizione dell’animale e le informazioni sul suo stato sanitario. |
| 4) Un bagaglio a 4 zampe |
La partenza è ormai vicina e oltre a preparare le tue valigie, devi fare anche quella del tuo “amico peloso”. È molto importante che porti con te oggetti a lui familiari, che lo aiutino a sentirsi sempre come a casa, ad esempio il suo tappetino, la sua ciotola e i giocattoli con cui gioca di più. Questa è una breve lista per ricordarti le cose principali da portare via:
Nota bene: se è la prima volta che viaggi, fai la lista insieme a qualche amico più esperto oppure rivolgiti al veterinario. |
| 5) L’alimentazione |
| Sconsigliata per il cane come per il gatto l’alimentazione tipicamente casalinga, che può essere facilmente sbilanciata e predisporre l’animale a disturbi digestivi e portare all’obesità o ad altri scompensi alimentari. È sempre meglio optare per alimenti preconfezionati in crocchette perché sono cibi bilanciati, studiati per i vari periodi della vita dell’animale (cucciolo, adulto, senior) e per eventuali problemi individuali. La loro digeribilità (fattore molto importante) è sempre assicurata. In più sono completi, ricchi di proteine, ma soprattutto sono anche più pratici, igienici e facilmente conservabili. Se il tuo cane o gatto non è ancora abituato alle crocchette, cerca di mescolarle al suo cibo preferito, in modo che si abitui gradualmente. Quando opti per le crocchette, ricordati sempre di lasciargli molta acqua! Importante: non dare nulla da mangiare al tuo amico prima di metterti in viaggio. È meglio farlo partire a digiuno! |
| 6) Documenti in regola |
Tatuaggio e microchip Libretto sanitario Il passaporto |
| 7) Assicurazione per il viaggio |
| Hai già un’assicurazione per la tua famiglia? È importante verificare prima della partenza che in questa assicurazione sia compreso il tuo amico a quattro zampe. L’assicurazione di responsabilità civile ti tutela contro i danni che può causare il tuo animale alle altre persone: incidenti o danni provocati dal tuo amico, morsi e altro ancora. È importante che tu legga attentamente il tuo contratto di assicurazione: alcuni rischi non sono necessariamente coperti e possono quindi essere richiesti espressamente al tuo assicuratore. |
| 8) 5 buoni motivi per cui assicurare il tuo amico a 4 zampe |
La tua tutela
Occuparsi della sua salute senza compromessi
Gli animali possono ammalarsi in qualunque momento
Non è costosa
Perché loro lo farebbero per te
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| 9) La legge è uguale per tutti |
| La legge 189/2004 a difesa degli animali contro forme di maltrattamento e uccisioni gratuite consente un’azione efficace? Sì. Può sembrare un paradosso, ma abbiamo finalmente nel nostro ordinamento giuridico una legge che tutela direttamente gli animali in quanto esseri viventi. Realtà giuridica che, sembra incredibile, non esisteva qualche anno fa nella legislazione nazionale. La nuova legge sul maltrattamento degli animali è così in realtà: il nuovo sistema giuridico è preposto alla tutela degli animali (domestici e selvatici) da ogni forma di maltrattamento, crudeltà e uccisione gratuita in ogni sede e contesto. Non si tratta di una legge che si limita ad aumentare le pene, ma di una legge che cambia radicalmente il presupposto giuridico di fondo: gli animali vengono tutelati in via diretta e non più in via mediata in quanto – come nel regime pregresso – incrudelire verso di loro offende il comune sentimento di pietà umana! Finisce l’era arcaica del vecchio e obsoleto articolo 727 del Codice penale, norma che tendeva a tutelare, appunto, non gli animali, ma la morale umana che veniva lesa dalla visione di forme di maltrattamento verso gli animali, considerati “cose” e non esseri viventi. Gli animali italiani, a livello di tutela giuridica, sono finalmente entrati in Europa. FONTE: Diritto all’ambiente. Controllori e controllati. I principali quesiti su procedure penali e amministrative, di Paola Ficco, Maurizio Santoloci Sottosegretario al Welfare: 7 milioni di cani in Italia, padroni seguano corsi di formazione. Tutti i proprietari devono essere molto attenti ai bisogni e alla tipologia del proprio cane, fin dal momento in cui lo acquistano o lo adottano. E, soprattutto, dovrebbero seguire corsi di formazione per imparare a gestire al meglio il proprio animale. Lo ha sottolineato il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, intervenendo ieri alla trasmissione della Rai ‘Insieme sul Due’. “I cani in Italia sono quasi 7 milioni, quindi può avvenire qualche morsicatura. Ma è, gravissimo quando si verificano aggressioni”, ha precisato la Martini, ricordando le novità dell’ordinanza ad hoc che regola la convivenza uomo-cane. La Martini si è detta molto soddisfatta del risultato del sondaggio lanciato in trasmissione, secondo il quale l´84% degli intervistati ritiene che la colpa dell’aggressività dei cani non sia delle razze, ma dei padroni che dunque devono essere educati. “Nella maggior parte dei casi - ha evidenziato il sottosegretario - i cani che aggrediscono hanno problemi psichici, di equilibrio e di capacità di relazione, e non dimentichiamo mai che è fondamentale come noi li educhiamo.” Il cane sano ed educato non è mai stato maltrattato, non ha subito addestramenti che l´hanno stimolato all’aggressività. Occorre avere il pieno controllo dell’animale, dai 2 kg ai 20 kg, in pubblico: dunque guinzaglio per tutti, di un tipo specificato. Oltre il metro e mezzo di lunghezza non permette di controllare l’animale. Il patentino e corsi formativi previsti nell’ordinanza “sono obbligatori per chi possiede cani impegnativi, ma aperti a tutti”. Oggi “i Comuni dovranno essere in grado di fornire un’offerta formativa sul territorio per venire incontro ai padroni”. Se “ogni cane ha il suo carattere”, è “il medico veterinario - ha ribadito il sottosegretario - il garante sia della salute sia dell’equilibrio psicofisico” di questi animali. FONTE: Ansa. |
| 10) Viaggio in Europa |
| Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Dal 1° ottobre 2004 per poter viaggiare all’interno dell’Unione Europea con il tuo amico a quattro zampe devi avere il passaporto europeo per cani, gatti e furetti. È un documento d’identità dove sono contenute tutte le informazioni anagrafiche e sanitarie del proprio animale: è indicata la data della vaccinazione antirabbica (che è anche l’unica profilassi obbligatoria per varcare il confine nazionale) e la data di eventuali altre vaccinazioni; l’identità dell’animale, il numero di iscrizione all’anagrafe canina, il tatuaggio o il microchip. I veterinari italiani rilasceranno il passaporto al momento della vaccinazione e l’antirabbica dovrà essere rifatta ogni anno. Solamente la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Svezia e Malta fanno per il momento eccezione. Per entrare in questi stati, i nostri amici a quattro zampe, oltre che avere il passaporto europeo ed essere identificati solo tramite microchip, devono essere sottoposti ad un test di verifica degli anticorpi. È un esame del sangue che dovrà essere fatto circa 30 giorni prima dalla vaccinazione e almeno 6 mesi prima del viaggio verso il Regno Unito e l’Irlanda e 120 giorni dopo la vaccinazione per portarlo in Svezia. |
IN VIAGGIO
| 1) Introduzione |
| Per il tuo amico a quattro zampe uno spostamento, lungo o breve che sia, comporta un adattamento a una situazione per lui inusuale. Per questo è importante rispettare alcuni piccoli accorgimenti e cercare di ricreare un ambiente che lo faccia sentire a suo agio per tutta la durata del viaggio. Ad esempio, potresti adagiare un tuo indumento o il suo giocattolo preferito vicino a lui: questo servirà a calmarlo e a fargli sentire la tua costante presenza per tutta la durata del viaggio. Ricordati che lo spostamento è uno dei momenti più delicati della vacanza tanto è vero che dovrai tenere conto, nella scelta del mezzo di trasporto, delle caratteristiche del tuo amico a quattro zampe e della distanza da percorrere. Ad esempio, se hai già avuto modo di constatare che un viaggio in aereo è troppo stressante per il tuo cane, evita di commettere lo stesso errore e scegli una destinazione diversa che puoi raggiungere in auto, in treno o in nave. Infine, prima di partire, è opportuno chiedere al veterinario di consigliarti farmaci specifici per alleviare i sintomi del mal d’auto, treno o mare che il tuo amico a quattro zampe potrebbe lamentare. Se il tuo amico è particolarmente agitato, potresti chiedere al tuo veterinario se è consigliabile somministrargli dei leggeri sedativi appena prima della partenza o uno spray tranquillizzante ai feromoni da spruzzare direttamente nel trasportino del gatto. In ogni caso, per prevenire eventuali malesseri ti consigliamo di dargli un pasto leggero circa 10 ore prima di partire e poi lasciarlo a digiuno per limitare il rischio di vomito. Ricordati di portare dell’acqua e farlo bere circa ogni 2 ore. Nel caso in cui il viaggio durasse più di 12 ore, potrai dargli un pasto molto leggero a metà viaggio. |
| 2) In auto |
È probabile che il tuo fedele amico sia già abituato a viaggiare in automobile, in ogni caso è bene che ti ricordi di rispettare alcune regole fondamentali. Ricordati di rispettare l’articolo 169 del codice della strada: “Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica, n.320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitori, o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installato per via permanente, deve essere autorizzato dal competente ufficio provinciale della direzione generale della M.C.T.C.”. Le violazioni a queste disposizioni sono punite con una sanzione amministrativa che va da 68,25 euro a 275,10 e con il decurtamento di 1 punto dalla patente di guida.” Se il tuo cane non è mai salito su un’automobile, prima di affrontare un lungo viaggio dovresti, se ti è possibile, abituarlo gradualmente portandolo a fare dei brevi giretti, che di volta in volta diventano sempre più lunghi: l’ideale sarebbe regalargli un biscottino alla fine del giretto per premiarlo. Questo vale anche per i cani che associano il viaggio in macchina ad una situazione spiacevole, come essere portati dal veterinario. Se abituato gradualmente, al momento della partenza il tuo cane sarà più tranquillo e per te ci saranno meno sorprese.
Le altre aree di servizio Autogrill formalmente non permettono l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe (l’adesivo “Noi aspettiamo fuori” troneggia ancora accanto alle porte scorrevoli), ciononostante per i cani di piccola taglia è usanza chiudere un occhio (ma cerca di tenerli in braccio!). |
| 3) In treno |
Sui treni di Trenitalia potrai viaggiare con il tuo amico a quattro zampe senza troppe complicazioni rispettando dei semplici accorgimenti dettati dal senso comune. Ferrovie dello Stato spa
Moby Lines |
| 4) In aereo |
Viaggiare in aereo con il tuo amico a quattro zampe è consentito dalla maggior parte delle compagnie aeree, a condizioni che variano a seconda della compagnia e della taglia dell’animale. Il viaggio può avvenire in cabina (se il cane è di taglia piccola) o nella stiva. Alitalia Air One Meridiana Meridiana Le compagnie low-cost purtroppo non permettono ai tuoi animali di viaggiare con te. In ogni caso, cerca sempre di informarti bene, su internet e in agenzia, per evitare brutte sorprese al momento della partenza in aeroporto! |
COSA FARE...
| 1) Introduzione |
| In questo capitolo desideriamo fornirti alcuni consigli utili per poter affrontare situazioni spiacevoli che potrebbero presentarsi malauguratamente durante la tua vacanza. Le probabilità che al tuo amico a quattro zampe succeda qualcosa di spiacevole non sono elevate, soprattutto se cercherai di attenerti al buon senso non esponendolo a pericoli evidenti (ad esempio non lasciandolo sotto il sole troppo a lungo, o senz’acqua a disposizione). In ogni caso è sempre meglio essere informati su semplici regole e accorgimenti da osservare nelle situazioni di pericolo, per evitare che alla difficoltà della situazione si aggiunga anche il panico per non sapere come agire. È importante infatti che tu sappia sempre come comportarti nelle situazioni d’emergenza, come nel caso dello smarrimento del tuo cane o del ritrovamento di un altro animale. Inoltre, non bisogna sottovalutare i rischi e pericoli che si nascondono anche dietro una semplice passeggiata in montagna o un giretto in spiaggia: per questo vogliamo suggerire qualche tecnica fondamentale di pronto soccorso. |
| 2) In caso di smarrimento |
Ti auguriamo di non dover affrontare la triste esperienza dello smarrimento, tuttavia qualora dovessi provarla, ecco qui alcuni consigli sul da farsi:
Dopo queste prime 5 operazioni preliminari, se non lo hai ancora trovato vai subito a cercarlo al canile più vicino. Spesso i cani ritrovati randagi vengono portati al canile sanitario, la struttura dove vengono effettuati gli accertamenti sanitari e si verifica che il cane sia di proprietà. Infatti, se il cane è identificato ed iscritto all’anagrafe canina, attraverso il tatuaggio o il microchip è possibile risalire al nome del padrone.
Quando lo avrai ritrovato:
Infine non dimenticare di ringraziare tutti coloro che ti sono stati vicini e ti hanno aiutato nelle ricerche. |
| 3) In caso di ritrovamento |
Ti è capitato di trovare un cane smarrito?
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| 4) Pronto soccorso |
| Quando vai a passeggio con il tuo cane è utile avere delle nozioni minime di primo soccorso, ricordandosi comunque che, una volta prestato soccorso al tuo cane, è sempre bene portarlo dal Veterinario per una visita di controllo. Qui di seguito abbiamo riportato alcune situazioni più comuni: Ferite Se il cane ha avuto un piccolo incidente e si è ferito, per prima cosa devi tagliare bene il pelo attorno alla ferita e controllare se c’è un corpo estraneo. Se fosse presente, prendi le pinzette e toglilo con delicatezza. Poi disinfetta la ferita con acqua ossigenata. Se invece la ferita è un po’ più profonda e fuoriesce abbastanza sangue, mantieni la calma. La prima cosa che devi fare è arrestare la fuoriuscita di sangue: come laccio emostatico è possibile utilizzare un fazzoletto, una stringa o una cintura da annodare attorno all’arto dell’animale al di sopra della ferita. Devi allentare il tuo “laccio emostatico” di emergenza ogni 5 minuti e non devi lasciarlo per più di mezz’ora. Dopo aver compiuto queste prime operazioni basilari, se l’emorragia non si arresta devi portarlo subito dal veterinario e per il trasporto ricordati di bendare la ferita in modo tale che non si infetti. Prima di bendarla applica una pomata antibiotico generica. Se l’emorragia invece si arresta e la ferita non è di grandi dimensioni basta cambiare il bendaggio e rinnovare l’applicazione della pomata tutti i giorni. Morsi di vipera Le vipere rappresentano un grave pericolo per i cani che, quando hanno la fortuna di poter girovagare per i boschi, ficcano il muso negli anfratti e nei cespugli dove questi rettili sono soliti nascondersi. Oltre che velenoso il morso della vipera è molto doloroso: l’animale, se non muore all’istante, incomincia a gemere e guaire molto forte. La gravità del morso dipende dalla sede colpita, se la circolazione sanguigna della zona è più o meno abbondante, dalla quantità del veleno inoculato, dalla specie a cui appartiene la vipera, dalla stagione, dall’ipersensibilità del cane al veleno e dall’età e dalla taglia del cane. Come appare la parte colpita? La zona colpita appare tumefatta, calda, dolente e si possono individuare due forellini lasciati dai denti del rettile, circondati da piccole emorragie. Una volta che hai individuato la sede del morso devi agire tempestivamente, per impedire che il veleno si diffonda nell’organismo, applicando un laccio come per esempio una stringa delle scarpe, 5 cm sopra la ferita senza stringerlo molto per non fermare la circolazione arteriosa e allentandolo ogni 5 minuti circa. A questo punto devi cercare di allontanare la maggior quantità di veleno praticando, con molta cautela in modo da non ledere i grossi vasi sanguigni, un taglio a croce profondo 2-3 mm sulla ferita e schiacciando la parte con le dita in modo da far sanguinare la ferita. In seguito devi lavare la lesione e disinfettarla con abbondante acqua ossigenata. Se hai un siero antibiotico disponibile, iniettane metà dose attorno alla ferita e, dopo 10 minuti se non si sono verificate reazioni allergiche, l’altra metà per via intramuscolare. Adesso puoi togliere il laccio e praticare un’iniezione di cortico-steroidi per via intramuscolare per combattere lo stato di shock. Il cane va comunque trasportato dal veterinario al più presto. Morso normale Le ferite da morso sono frequenti sia nei cani che nei gatti in seguito a colluttazioni. Se la ferita è di circa 2 cm di lunghezza e poco profonda, taglia accuratamente il pelo ai margini della lesione, disinfetta con acqua ossigenata e applica una pomata antibiotica generica. Nei giorni successivi tieni pulita la parte con acqua ed amuchina e schiaccia dolcemente la zona circostante per fare fuoriuscire i liquidi che possono formarsi. Applica la pomata due volte al giorno. Se la ferita è ampia con uno scollamento di una larga parte dei tessuti sottostanti devi lavare e disinfettare la parte; se è il caso, cerca di limitare l’emorragia applicando compresse di ghiaccio e cotone emostatico e vai subito dal veterinario. Come eseguire una fasciatura ad una zampa Per prima cosa devi coprire la ferita con la garza e poi fasciarla con la benda arrotolandola intorno alla zampa per rendere il bendaggio più saldo. Una volta che hai terminato la fasciatura devi applicare il cerotto in modo da circondarla lateralmente. Per evitare che l’animale si tolga la benda, puoi ricoprirla con una piccola calza o con una retina estensibile. Puoi comprare entrambe in farmacia. Punture di insetti Le punture di insetti a volte causano nei cani e nei gatti una sintomatologia che mette in grave allarme i proprietari. L’animale incomincia improvvisamente a gemere e a sfregarsi il muso, che nel giro di pochi minuti si gonfia a tal punto da rendere l’animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due sottili fessure. Sono attacchi allergici provocati dalle sostanze tossiche di ragni, api e calabroni. Se riesci ad trovare il luogo preciso della puntura controlla che non vi sia rimasto infisso il pungiglione, che, nel caso, dovrai rimuovere con una pinzetta. Sulla puntura applica del ghiaccio o acqua fredda. Come agire? La terapia per via generale, che deve essere prescritta dal veterinario è basata sulla somministrazione di cortisone per mezzo di un’iniezione sottocutanea. In assenza di miglioramenti la terapia può essere ripetuta dopo 8-10 ore. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia scompare dopo 24 al massimo 36 ore, in ogni caso è bene contattare il veterinario. Una soluzione alternativa, ma non efficace allo stesso modo, è la soluzione a base di ammoniaca disponibile anche già pronta in stick e “matite”: ha effetto soprattutto se la applichi subito ma l’applicazione stessa non va mai ripetuta perché potrebbe causare ustioni della pelle. Colpo di calore Nei cani e nei gatti i colpi di calore si verificano soprattutto quando vengono lasciati in ambienti chiusi e poco ventilati come un’autovettura in sosta durante le giornate estive o, per quanto riguarda i cani, quando vengono sottoposti a sforzi eccessivi (corse dietro veicoli o biciclette) in giornate particolarmente calde. Il tuo amico a quattro zampe non può contrastare l’aumento della temperatura corporea attraverso il sudore come fai tu, l’unico mezzo a sua disposizione è l’aumento della frequenza respiratoria che però in molti casi non è sufficiente. Quando si trova chiuso all’interno dell’auto la temperatura dell’abitacolo può aumentare velocemente e causare in breve tempo un colpo di calore al tuo amico a 4 zampe, che può portarlo anche alla morte. Un’importantissima raccomandazione al fine di prevenire questi incidenti è quella di non lasciare mai gli animali in macchina nei mesi caldi! Qualora, per qualsiasi motivo, dovesse accadere questa cosa, devi intervenire tempestivamente con impacchi di acqua gelata sulla testa ed immergere tutto il suo corpo in acqua fredda per cercare di riportare la temperatura a valori normali. In questo caso il cane va portato immediatamente dal veterinario, che potrà iniettargli per via sottocutanea dei corticosteroidi per contrastare il collasso cardiocircolatorio. |
| 5) Cose da non fare |
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